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sabato, 17 marzo 2007

- Nella sua accezione corrente, il virtuale si oppone al reale, ma il suo immediato utilizzo, grazie alle nuove tecnologie, dà la sensazione che, ormai, esso indichi l'evanescenza, la vacuità, la fine. Secondo il mio punto di vista, come ho  già affermato, creare un mondo reale significa "produrlo" e il reale non è mai stato altro che una forma di simulazione. Certamente si può fare in modo che esistra un effetto del reale, un effetto della verità, un effetto dell'oggettività, ma, in sè, il reale non esiste. Il virtuale non è altro che un 'iperbole di questa tendenza a passare continuamente dal simbolico al reale- che ne rapresenta il grado zero. In questo senso il virtuale recupera la nozione di iper - realtà. La realtà virtuale, la quale è perfettamente omogeneizzata, numerizzzata, "operazionalizzata", si sostituisce all'altra perchè è perfetta[, controllabile e non contraddittoria. Proprio perchè essa è più "riuscita", è più reale di quella che noi abbiamo creato come simulacro. - [...]

Jean Baudrillard. in "Parole Chiave" (Il Virtuale), Armando Editore, 2002
citato da williamnessuno alle 21:44 | link | commenti (1)| anno 2002