- [...] Così il commercio delle immagini genera una potentissima indifferenza al mondo reale: il mondo reale diventa una funzione inutile, un insieme di forme e di eventi fantasma. Non siamo lontani dalle Ombre della Caverna di Platone.
Un buon esempio di questa visibilità, dove tutto viene mostrato, è la trasmissione "il Grande Fratello" e tutte le trasmissioni simili, i "Reality Show".
Quando tutto è in mostra ci rendiamo conto che non c'è più niente da vedere. E' lo specchio dell'appiattimento e del "Grado zero".
Col mito del "Grande Fratello", quello della visiblità poliziesca totale, il pubblico stesso è diventato il "Grande Fratello", mobilitato sia come giudice che come guardone.
La potenza del controllo è interiorizzata, e gli uomini non sono più vittime delle immagini: si trasformano essi stessi in immagini, esistono solo in due dimensioni, o in una dimensione superficiale. Così sono leggibili in ogni istante, sovraesposti alla luce dell'informazione, e spinti a prodursi e ad esprimersi ovunque.
E' l'espressione di sè come ultima forma della confessione di cui parlava Michel Foucault.
Diventare immagine è esporre tutta la propria vita quotidiana, tutte le proprie disgrazie, tutti i propri desideri, tutte le proprie possibilità, vuol dire non conservare alcun segreto: è necessario parlare, parlare a se stessi, parlare senza sosta.
Questa è la violenza più profonda dell'immagine, è una violenza fatta alla profondità, all'essere singolo, al suo segreto. -