- Perchè ci sono due torri al World Trade Center di New York? Tutti i grandi buildings di Manhattan si sono sempre accontentati di affrontarsi in una verticalità concorrenziale, da cui risultava un panorama architettonico a immagine del sistema capitalistico: una giungla piramidale, tutti i buildings all'assalto gli uni degli altri. Il sistema stesso si profilava nella celebre immagine che si aveva di New York arrivando dal mare. In alcuni anni questa immagine è completamente cambiata. L'effige del sistema capitalistico è passata dalla piramide alla scheda perforata. I buildings non sono più degli obelischi, ma si affiancano gli uni agli altri, senza più sfidarsi, come le colonne d'un grafico statistico. Questa nuova architettura incarna un sistema non più concorrenziale, ma contabile, in cui la concorrenza è scomparsa a vantaggio delle correlazioni. (New York è l'unica città al mondo a rappresentare così lungo tutta la sua storia, con una fedeltà prodigiosa e in tutta la sua portata, la forma attuale del sistema del capitale - essa cambia istantaneamente in funzione di quest'ultimo - nessuna città europea l'ha fatto). Questo grafismo architettonico è quello del monopolio: le due torri del WTC, parallelepipedi perfetti di 400 metri d'altezza su base quadrata, vasi comunicanti perfettamente equilibrati e ciechi - il fatto che ve ne siano due significa la fine di qualsiasi concorrenza, la fine di qualsiasi referenza originaria. Paradossalmente, se non ce ne fosse che una, il monopolio non sarebbe incarnato, poichè abbiamo visto che esso si stabilizza su una forma duale. Affinchè il segno sia puro, occorre che si raddoppi in se stesso: è il raddoppiamento del segno a mettere veramente fine a ciò che esso designa. [...] Le due torri del WTC sono il segno visibile della chiusura d'un sistema nella vertigine del raddoppiamento, mentre gli altri grattacieli sono ciascuno il momento originale d'un sistema che si supera continuamente nella crisi e la sfida. C'è un fasino particolare in questa riduplicazione. Per alte che siano, e più alte di tutte le altre, le due torri significano tuttavia un arresto della verticalità. Esse ignorano gli altri buildings, non sono della stessa razza, non li sfidano più e non vi si confrontano più, esse si specchiano l'una nell'altra e culminano in questo prestigio della similitudine. Ciò che esse si rinviano è l'idea di modello, che esse sono l'una per l'altra, e la loro altitudine gemella non è più un valore di superamento - essa significa soltanto che la strategia dei modelli e delle commutazioni prevale ormai storicamente nel cuore stesso del sistema - e New York ne è veramente il cuore - sulla strategia tradizionale della concorrenza. [...] Contemporaneamente alla retorica della verticalità, scompare la retorica dello specchio. Non rimane più che una serie chiusa sulla cifra due, come se l'architettura, a immagine del sistema, non derivasse più che da un codice genetico immutabile, da un modello definitivo -
Lo scambio simbolico e la morte (ed. Feltrinelli) pg.82-84